Ancora una volta la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi con fermezza contro la cattiva abitudine della "mano morta". Questa volta, la Terza sezione penale (sentenza 24801/2009) , ha confermato una condanna a nove mesi e 10 giorni di reclusione nei confronti di un idraulico, reo di avere compiuto "insistenti toccamenti dei glutei" e "ripetuti abbracci" a una signora presso cui si era recato per riparare l'impianto idraulico. Assolto in primo grado l'uomo era stato poi condannato dalla Corte d'appello nel novembre del 2007. Inutile il tentativo di difendersi in Cassazione dove l'imputato aveva sostenuto di essersi limitato a fare dei "dei complimenti" alla ragazza per la sua bellezza e di averle solo "sfiorato involontariamente la schiena con un movimento anomalo". La Cassazione respingendo il ricorso a sottolineato la piena attendibilità del racconto della vittima e la legittimità della condanna dell'idraulico che "dopo un complimento verbale fatto con risata volgare", si era profuso "in ripetuti abbracci seguiti da insistenti toccamenti dei glutei" della ragazza che lo aveva chiamato per le riparazioni idrauliche".
(Data: 17/06/2009 13.21.00 - Autore: Roberto Cataldi)
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La Cassazione ha detto stop all'uso del saluto romano fuori e dentro gli stadi.La Corte è stata categorica sottolineando che il saluto fascista non può essere interpretato come un saluto scherzoso ma anzi costituisce ''una manifestazione esteriore che rimanda, per comune nozione storica, all'ideologia fascista, e quindi ad una ideologia politica sicuramente non portatrice dei valori paritari e di non violenza ma, al contrario, fortemente discriminante ed intollerante''. È così la prima sezione penale della Corte, (sentenza n. 25184/2009) ha confermato la condanna emessa nei confronti di un capo ultras, sulla base della legge Mancino che punisce l'incitamento alla violenza per motivi razziali e religiosi. L'uomo, dell'età di circa 30 anni, era andato in trasferta per seguire la partita della sua squadra del cuore. Giunto allo stadio però pretendeva di entrare senza pagare il biglietto. Lui e un gruppo di altri ultras avevano dato vita ad un corteo con tanto di saluto fascista e ne erano scaturiti dei tafferugli. Il caso finiva prima in Tribunale e poi in Corte d'Appello che emetteva sentenza di condanna. In Cassazione, l'ultras ha sostenuto che la condanna sarebbe stata eccessiva visto che il 'saluto romano' era soltanto un ''saluto scherzoso''. La Corte però non ha voluto sentire ragione ed ha ribadito il divieto per questo gesto, evidenziando come esso riporti ''ad un regime totalitario che ha emanato, fra l'altro, leggi di discriminazione di cittadini per motivi razziali''.
(Data: 19/06/2009 9.30.00 - Autore: Roberto Cataldi)
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