E' ri-partito il reality-show più seguito in Italia. Il GF10.
Pentolone di banalità, idiozie e volgarità, specchio di quanto di peggio ci sia in ciascuno di noi.
E poi l'altra sera ho visto Baarìa.
Un film corale (e, quindi, non rientrante nel genere che più prediligo) che - a tratti - è riuscito anche ad emozionarmi.
Forse perché si tratta della Sicilia, forse perché riflette molti stati d'animo e modi di essere a me molto vicini, forse perché dà un colore quasi epico alla mia terra, forse perché è un bel film.
Non so. Ma le tre ore di visione sono volate via.
E Tornatore mi è apparso un vero maestro.
Non per le introspezioni dell'anima o dei sentimenti, ma per l'abilità che ha dimostrato nel ri-creare un'ambientazione storica ed emotiva di non facile approccio.
Quanto al resto... colori autunnali e canzoni malinconiche ...

O se lo è,
raramente si vince.
E le bambole di vetro
sono, comunque, escluse dal gioco.
Per Massimo D'Alema occore lucidità. "Credo che tutti debbano prendere atto della sentenza della Corte Costituzionale e che -sottolinea- si debba reagire con molta serenità. Spero che nessuno, in questo momento, perda la lucidità, perché ho letto dichiarazioni abbastanza preoccupanti". E aggiunge: "Sono dell'opinione che sarebbe sbagliato, da una parte e dall'altra, trarre conseguenze politiche. La sentenza ristabilisce semplicemente l'equilibrio e l'appropriatezza della legislazione e come tale deve essere da tutti giudicata".
Dello stesso avviso Anna Finocchiaro secondo la quale non si tratta di "una sentenza politica come invece mi pare di sentir dire già da esponenti del Pdl, secondo me incautamente". Da parte sua, Piero Fassino si augura ora che la maggioranza di destra "accantoni definitivamente la teoria del complotto e prevalga la consapevolezza che le sentenze della Corte Costituzionale si rispettano. L'auspicio di Felice Casson è che "ora il Parlamento torni ad appropriarsi del proprio ruolo per far rispettare a tutti, compreso il governo, i principi di legalità"
Scatenato Antonio Di Pietro. Che ricorda come l'Italia dei Valori abbia gridato subito all'incostituzionalità del lodo Alfano: "Lo abbiamo detto sin da quando ci riunimmo a piazza Navona in migliaia per gridare allo scandalo su questa legge che Berlusconi si è fatto per sistemare i suoi processi. Già allora, ci rivolgemmo al Capo dello Stato per pregarlo di non firmare questo scempio di incostituzionalità e immoralità''.
"Allora rimanemmo stupiti -aggiunge Di Pietro- che il Capo dello Stato, non solo firmò il Lodo, ma dichiarò che lo faceva non per dovere, ma perché lo riteneva del tutto costituzionale''.
''Spero che da oggi, alla luce della decisione della Consulta -conclude - il Presidente del Consiglio la smetta di fare leggi a proprio uso e consumo, si dimetta dall'incarico e vada a fare quello che da 15 anni si ostina a non voler fare: l'imputato. E spero che il Presidente della Repubblica, d'ora in poi, non sia così frettoloso nel firmare provvedimenti incostituzionali e immorali".
Soddisfatto anche Luigi De Magistris (Idv) che "il presidente del Consiglio ritorni, oggi, tra noi comuni mortali, sottoposti a quel rispetto della giustizia che è alla base della nostra Repubblica".