Una montagna di neve è una montagna di neve. [C.N.] [per i cazzeggiatori]
oppure [per i filosofi]
Nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensibus, nisi intellectus ipse.
[Niente è nell'intelletto che prima non sia stato nei sensi, tranne l'intelletto stesso] [Leibniz]
[anche se, volendo, filosofi e cazzeggiatori potrebbero scambiarsi i ruoli]
[che poi, a dirla tutta, i filosofi non sono altro che dei cazzeggiatori di professione, ed i cazzeggiatori dei filosofi nati]
gli uomini sposati (o, comunque, impegnati)
al mare,
con al seguito suocera, bimbi piangenti, vaschetta gonfiabile,
secchiello, paletta, braccioli e salvagente a paperetta,
a cosa pensano?
Davvero la maggior parte degli uomini (così come pare accada per buona parte delle donne) non si prostituisce per fare politica o carriera o conseguire, comunque, un qualche obiettivo in maniera più facile?
Forse gli uomini non accettano o non sanno chiedere apertamente i contanti. Si accontentano dell'obiettivo finale.
La mia canzone
per l'estate
[in realtà ancora non so qual è perché ne avrei parecchie...]
Stralcio di un'intervista di Chiara Valentini ad Agnes Heller, 80 anni, grande filosofa, allieva prediletta di Lukàs. [L'espresso - 16 luglio 2009]
"Cosa è per lei oggi la filosofia?"
"Prima di tutto uno strumento per la comprensione del presente, non per accettarlo, ma per aprirsi al futuro. La filosofia è letteratura scritta in prosa erudita. Ma al contrario di alcuni settori dell'arte, che sono stati spesso usati per glorificare dittatori e padroni, ha un effetto sovversivo. E' già un atto sovversivo voler interrogare e verificare la giustizia, la verità, le opinioni consolidate. ..."
"Lei ha evocato "il lato oscuro della modernità". Come ci si difende?"
"Avendo sempre presente che la perdita della libertà è una catastrofe di proporzioni incalcolabili. Tutte le grandi narrazioni della libertà parlano anche della sua fragilità. La libertà è faticosa, si accompagna a responsabilità pesanti. Non promette una soddisfazione immediata dei desideri, e neanche la felicità o la sicurezza. Ma vale la pena difenderla. Vale la pena di avere solo le cose che si possono perdere. La vita è preziosa perchè la mia vita e quella delle persone a cui voglio bene andrà necessariamente perduta. La libertà è preziosa perchè si può perderla. Ma non necessariamente. Molto dipende da noi."
"Quanto è stato importante per lei l'amore, il rapporto con gli uomini?"
"Molto importante. Ho capito chequando si ama davvero qualcuno lo si ama per sempre. Mi è successo con il mio primo marito, da cui pure avevo divorziato. Come racconta Jane Austen nel romanzo "Emma", gli uomini sono i nostri compagni, sono l'altra faccia del mondo. Come si può non amarli, con tutta la gioia e la sofferenza che ne consegue?"
Cassazione: Crocifisso in luogo pubblico? Questione va approfondita sulla base del principio della laicità dello Stato
La Corte di Cassazione accogliendo il ricorso del 'giudice anti-crocifisso' di Camerino, con la sentenza 28482 ha assolto definitivamente il magistrato Luigi Tosti dall'accusa di omissione di atti d'ufficio, per essersi rifiutato di tenere udienza nelle aule in cui il crocifisso era esposto. La Corte spiega che la questione relativa alla presenza di un simbolo religioso in un'aula di giustizia o in qualsiasi altro luogo pubblico va adeguatamente approfondita perchè occorre verificare se sia in contraddizione o meno con il principio della laicità dello Stato. Piazza Cavour pur ritenendo che la battaglia del giudice Tosti è stata portata avanti con toni esasperati e con espressioni talvolta paradossali che ne rivelano una chiara strumentalità, dà ragione al magistrato che ha intrapreso questa battaglia affermando che la sua tesi "ha una sostanziale dignita' e meriterebbe un adeguato approfondimento, per verificarne la fondatezza o meno, considerato che, allo stato, non risultano essere state congruamente affrontate e risolte alcune tematiche di primario rilievo per la corretta soluzione del problema". La Suprema Corte in particolare evidenzia che la circolare del ministero della giustizia del 1926 è un atto che "appare privo di fondamento normativo e quindi in contrasto con il principio di legalita' dell'azione amministrativa" e soprattutto "non piu' in linea con il principio costituzionale di laicita' dello Stato e con la garanzia della liberta' di coscienza e di religione". Gli Ermellini spiegano che "occorre individuare l'eventuale sussistenza di una effettiva interazione tra il significato, inteso come valore identitario, della presenza del crocifisso nelle aule di giustizia e la liberta' di coscienza e di religione, intesa non solo in senso positivo, come tutela della fede professata dal credente, ma anche in senso negativo, come tutela del credente di diversa fede che rifiuta di avere una fede".
(Data: 11/07/2009 0.02.00 - Autore: Roberto Cataldi)
http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_7151.asp
Dal tema si capisce che io ancora studio e lavoro (almeno faccio finta di farlo).
Anonimaqui, invece, l'ho vista su questo macinino, a Taormina.

Ho voglia di verità
a prescindere dall'argomento
Vorrei pensieri veri (quasi confessioni)
Qualcosa che non tollerate
o che adorate
o che non avete mai scritto
Mi piacerebbe avessimo il coraggio della verità non formale (anche anonima).
Coraggio che, forse, nel virtuale (che temo molto più del reale), manca un po' anche a me.
“L’amore …
La percezione in cui mi perdo
e l’oltremare di un assurdo…” [L’amore che]
Narratore dell’amore.
Della poesia dell’amore e del disincanto.
Tagliente, amaro, passionale.
Solitario. Distante.
Tanto da apparire freddo.
Eppure quella voce
Squarcia il teatro e il cuore
E tra le luci della baia che fanno capolino tra le colonne
E un’atmosfera surreale
Raggiunge una luna generosissima
Immobile e anch’essa conquistata

Non affascina e (non vuole affascinare) con la sua simpatia,
ma incanta con lo stile, la qualità della musica e dei testi.
Con la padronanza del canto e del palcoscenico
Con un abbandono totale (che lui e pochi altri possono permettersi) al sentimento fluttuante tra le note
Niente lasciato ai facili entusiasmi, alle esagerazioni, ai virtuosismi.
Esibizioni raffinate. Per un pubblico di appassionati.
Si è parlato di miti in questi giorni.
Paolo Conte è un artista.

“Adesso è tardi.
Dico soltanto che si trattava di amore.
E non sai quanto.” [Gioco d’azzardo]

“Io so che tu sei, so neanche chi sei, ma so che tu sei sì, so che tu sei tanto amata....amata e desiderata....e sola...” [Bella di giorno]
[Chiedo venia per la pessima qualità delle foto]