Premesso:
- che alle prossime elezioni voterò presumibilmente a destra (perchè? perchè devo lavorare e vivere anch'io);
- che, nonostante tutto quello che è stato detto, questo governo non è il peggiore della storia del nostro paese;
- che in fondo provo simpatia per Tremonti, sostenitore di questa sorta di economia sociale di mercato che ci fa apparire come uno dei paesi più vecchi al mondo;
- che insomma non ce l'ho proprio con questa destra...
ma la frase "Rivoluzione liberale" detta da Berlusconi
NUN SE PO SENTI'!
Le conoscenze, le amicizie, gli affetti
ci aiutano a definire i confini, per quanto "mobili", della nostra identità emotiva.
E man mano che vengono a mancare, com'è naturale che sia nel corso dell'esistenza, cerchiamo sempre di ricucire le ferite e gli strappi con ciò che abbiamo dentro.
Gli amori ci illudono che la nostra linea di confine possa "proseguire" e "fondersi" con quella di un altro.
Così, quando finisce un amore e la linea si spezza, c'è il baratro.
Come un buco improvviso su un aereo ad alta quota.
In questo caso, ritrovare i propri confini è l'impresa più difficile che ci sia.
Non mi sto rifugiando nelle banalità per non affrontare le tematiche attuali.
Il fatto è che le tematiche attuali non consentono, almeno a me e per il momento, una trattazione serena ed equilibrata.
Figuriamoci un confronto su questo blog, dove spesso si incontrano ideologie opposte ed estreme.
Non mi piace nulla di questa fase politica.
Non riesco a vedere la forza per una vera rinascita.
La Giustizia annaspa.
La Sanità è già annegata. Almeno in Sicilia.
L'ulteriore riduzione delle risorse per noi siciliani sta significando il quasi collasso di molti servizi pubblici, con conseguenze a volte fatali per i cittadini.
E la Chiesa?
Beh, fosse solo per la Chiesa, non ci sarebbero grossi problemi.
E' che il nostro Santo Padre si lascia andare a gaffe dopo gaffe, come fosse uno scolaretto, trasformando una chiara difesa di principi propri del cattolicesimo, in un lancio da striscia la notizia.
Sono cattolica, ma alcune "enunciazioni" a volte stridono troppo con la realtà.
E poi c'è modo e modo di dire le cose.
...
E quindi uscimmo a riveder le stelle
[Inferno-Canto XXXIV]
Nel vociare assordante quotidiano
Non diamo più rilievo alle parole
Non le ascoltiamo più
Ci muoviamo sulla spinta di bisogni - impulsi - emozioni
Rappresentazioni
La parola vive nel silenzio
La comunicazione ha bisogno del silenzio
Non la vedevo da una settimana, la mia principessa.
Una bronchite l’aveva costretta in casa.
E così abbiamo trascorso sette giorni senza vederci.
Lei nella sua prigionia forzata, io nei miei labirinti di pensieri.
Senza le sue domande, i suoi disegni, le sue curiosità.
Ieri è spuntata con i quaderni e i colori.
Mi sembrava cresciuta di un anno.
Esile, fragile, con gli occhi che parlavano come sempre, più saggia di sempre.
Mentre sto al pc, lei, di solito, disegna o scrive e parliamo.
O meglio, mi costringe a parlare.
Ieri non era la giornata giusta per le domande.
E così si è fermata all’impiedi per osservarmi in silenzio.
Stavo scrivendo ed il mio sguardo era sullo schermo del pc.
Ma i miei occhi lucidi non le erano certamente sfuggiti, anche se il pudore le impediva di chiedere.
Amore, sai perché sono triste?
E lei: No
Perché mia zia …. non c’è più.
E lei: Lo sai che mamma non pensava che morisse?
La mia principessa, di sei anni e mezzo, stava usando - forse per la prima volta - il congiuntivo con un verbo a lei quasi sconosciuto, lo stava usando in un pensiero espresso – a suo modo - per confortarmi.
"Butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno,
giuro che lo farò,
e oltre l'azzurro della tenda nell'azzurro io volerò."
[F. De Gregori - La Donna Cannone]