L'Espresso del 19.02.2009 dedica un ampio articolo ai "Salvavita in sala operatoria", riportando l'esperienza di un grande medico, Atul Gawande, il quale ha dimostrato come un elenco semplice di precauzioni basti a dimezzare le morti in sala operatoria.
Eccone alcune:
"Lavarsi le mani;
Avere sangue a disposizione;
Controllare che il paziente sia quello giusto, così come il sito dell'intervento e la procedura che si sta per realizzare;
...
Precauzioni banali che spesso i chirurghi dimenticano."
Il contenuto della lista è... preoccupante.
"Io non mi chiedo mai chi sono o cosa sono. Sono uno che scrive, che vive con i suoi libri. Il processo della scrittura non è identico a quella della ricerca di sé. Assomiglia piuttosto al lavoro che si fa per costruire un oggetto, fatto di personaggi, di vicende, di parole. Io dedico tutto il mio tempo al lavoro."
[Philip Rhot]
"Scrivere mi permette di fare quello che mi pare. Sulla pagina, nessuno può decidere per me. Passo da un soggetto all'altro, da un'epoca all'altra, senza preoccuparmi di nulla. Questi viaggi nel tempo mi permettono di dimenticare il mondo in cui vivo e di immergermi totalmente in un'altra epoca".
[Jean Teulé]
"Scrivere mi fa sentire viva.
Più di tante altre cose.
E partecipe dell'Infinito e dell'Eterno."
[C.N.]
E' Sanremo!
Altro che poesia...
(Mi mancano Agnul e Loop e il resto della truppa..., mi mancano proprio tanto)
Hugo Chavez, in carica dal 1998, stravince nel referendum venezuelano in cui gli elettori si sono dovuti esprimere sulla riforma costituzionale che gli permetterà di essere rieletto indefinitamente.
Occhio alle Costituzioni...
Raffaele Morelli (per citare un autore nazional-popolare) sostiene che “La felicità non è mai prodotta da cause esterne: queste possono, semmai, a volte, essere l’interruttore che le accende. Diventa determinante il nostro atteggiamento mentale, il nostro modo di stare con noi stessi” .
[Raffaele Morelli - Non siamo nati per soffrire - Mondadori]
Sembra aderire a questa teoria
Non vale, per dirli risarcibili, invocare diritti del tutto immaginari, come il diritto alla qualità della vita, allo stato di benessere, alla serenità: in definitiva il diritto ad essere felici. Al di fuori dei casi determinati dalla legge ordinaria, solo la lesione di un diritto inviolabile della persona concretamente individuato è fonte di responsabilità risarcitoria non patrimoniale".
Nella stessa sentenza si fa un elenco di casi non più inquadrabili nell’ambito del danno non patrimoniale risarcibile, e precisamente: la rottura del tacco di una scarpa da sposa, l’errato taglio di capelli, l’attesa stressante in aeroporto, il disservizio di un ufficio pubblico, l’invio di contravvenzioni illegittime, la morte dell’animale di affezione, il mancato godimento della partita di calcio per televisione determinato dal blackout elettrico.
[Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, 24 giugno-11 novembre 2008, n.26972]
"Non è forse tutto qui il matrimonio? Starci dentro, e intanto trovare una via di fuga?"
[Sue Miller - La moglie del senatore]