Il diritto senza il dovere fa il padrone,
il dovere senza diritto fa il servo:
diritto e dovere equilibrati nella persona fanno l'uomo,
non padrone o servo,
non signore o suddito,
ma l'uomo veramente,
l'uomo libero" (Giovanni Bovio)
Emozioni
Scomposte
Incessanti
Rigagnoli
Dal cuore
Alle dita
Su una tastiera
Vivificata
Dal sangue
Come sempre mi vedi
Macinare i miei pensieri
Bruciare le mie illusioni
Strapparmi la pelle
Per ricucirla
Con le mie stesse mani
Venerdì sera ero in giro per fare spese. Imbottigliata nel traffico.
Ad un certo punto si avvicina alla macchina una mia collega, sorridente.
Abbasso il finestrino, pensando che volesse farmi gli auguri e le porgo la mano.
Lei me la stringe, lasciandomi una manciata di biglietti elettorali e dicendomi: "Non dimenticarti di lui".
Era la terza persona nel giro di un'ora che mi chiedeva il voto.
E tutte e tre le volte era accaduto per la coalizione di Destra.
Lombardo sta cercando e trovando adepti dappertutto.
E' a rischio il vecchio sistema di potere e di privilegi. E tutti si stanno mobilitando.
I nostri "malesseri", il nostro immobilismo non dipendono solo dalla mafia.
Ma anche (e, ultimamente, soprattutto) dalla collusione tra politica e magistratura.
E la Finocchiaro?
Ah, beh, la Finocchiaro sta facendo le tavole rotonde, gli incontri con gli amministratori, con i commercianti, con gli albergatori, sta discutendo di teoria, di ideologia, di partito.
Gravissimo errore.
Sta portando avanti una campagna elettorale che lei stessa sente perdente.
E' diventata una candidata estranea. Una candidata d'elite.
Nessuna speranza di cambiamento.
Solo il pugno di ferro.
Autoctono, però, altrimenti sarebbe inutile.
Auguri a tutti di
Buona Pasqua
[avrei un desiderio: che gli uomini (esseri umani di sesso maschile) possano trasformarsi in agnellini (intendo da cuocere al forno con piselli e patate) e che gli agnellini vengano graziati]
Un luogo in cui confrontarmi, anche scontrarmi, ma sempre emozionandomi.
Non potrei scrivere sul blog solo per il piacere di avere una vetrina virtuale.
La mia professione mi costringe a stare spesso esposta ed anche a "scrivere per gli altri", quindi, non mi manca il riscontro.
Certo nella realtà c'è l'approccio fisico che aiuta, anche a gestire e controllare le emozioni.
Qui invece ho sempre cercato di evitarlo, tanto che mi sottraggo ancora oggi all'esposizione fotografica nel mio blog anche per questo motivo.
Mi piace che ciò che ci scriviamo non sia mediato dalla mia immagine.
E' chiaro che se considero l'emozione come momento anche di ricerca ed in ogni caso unica ragione di sopravvivenza virtuale, molte cose vengono sacrificate o non valutate con la giusta attenzione.
Molti argomenti ed anche, a volte, persone.
Con un unico limite: il rispetto.
Fatta salva questa condizione, finchè ci sarà scambio fra me e Voi, scambio vivo e vitale e intenso, io sentirò che vale la pena continuare.
Di entrare nei blog con la pistola
non ne posso più
piña colada o coca cola
non ne posso più
Di trafficanti e rifugiati
ne ho già piena la vita
Oh maledetta traversata
non sarà mai finita (:::)
Signori ancora del Tè...
(Spero che Fossati non si arrabbi...)
La mia tendenza alla claustrofobia mi induce a non amare troppo andare al cinema.
Ieri sera sono stata trascinata da alcune amiche che mi avevano detto ogni bene del film da vedere.
Il capolavoro (ztè!) pluripremiato dei fratelli Coen: "Non è un paese per vecchi".
Che dire.
A parte un'ottima fotografia, non è un film che lascia un'impronta, nè sul cervello, nè sul cuore.
Tranne qualche contraccolpo alle coronarie, causa i continui inutili spari con conseguenti fiotti o fiumi di sangue sui quali la regia non si è risparmiata.
Ma questo all'inizio, perchè, poi, sono così numerosi gli spari che ci si abitua al ritmo, tanto che le mie amiche... si sono addormentate.
Si spara, ovunque, e a prescindere: sui buoni, sui cattivi, sui vecchi e sui giovani.
Speravo, fino alla fine, che almeno i giovani venissero risparmiati.
Mi sono sforzata per tutto il film di pensare al titolo "Non è un paese per vecchi" cercando una qualche attinenza con la storia (anche se mi pare eccessivo parlare di storia), ma a parte una battuta ( "Quando in una società si smette di dire "grazie" e "prego", allora siamo nella merda"), a mio parere in questo film il regista non è riuscito a rispettare il "topic" (deformazione professionale-la mia).
Avrebbe fatto sparare (qualora possibile) anche sugli spettatori, perchè in realtà, il titolo del film era:
"Non è un paese per nessuno."
Una mia amica (non quella che si è addormentata al cinema ieri sera) mi ha mandato questa poesia, dedicandomela:
Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato (...)
Testardo come un mulo
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Stupido come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Saldo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino (:::)
Ma di cosa sta parlando Prevert?
Arrampicarsi per le pieghe dell’anima
Graffiare le pareti del cuore
Urlare emozioni senza senso
Scrivere fino a consumarsi le dita
In questa vetrina di fantasmi sfrattati
Nemmeno un dignitoso lenzuolo
Siamo nulla vestiti di parole
8 marzo
Si ricorda e si festeggia.
Cosa.
La nostra indipendenza.
Da cosa.
Dagli uomini.
E quando si sarebbe verificata.
Non me ne sono accorta.
Dipendiamo dagli uomini.
Ancora.
Tanto.
I miei incarichi mi vengono conferiti nel 100% dei casi da uomini.
Le mie parcelle vengono pagate da uomini.
Le cause, nel 85% dei casi, vengono decise da uomini.
Se vinco, il 90% dei colleghi-uomini si ritengono legittimati a sostenere (più che pensare) che è accaduto perché sono donna.
Se perdo, è accaduto per lo stesso motivo.
Dipendiamo dagli uomini per sentirci gratificate, belle, vive, amate.
Dipendiamo.
Non è paritario, no.
Nemmeno l’amore.
Mi dispiace.
Per questo la superiorità femminile è un meraviglioso rifugio.
Ed i Maschi?
Continuiamo ad esserne incredibilmente affascinate.
e quel sorriso in più,
cosa mi fai ?
[I maschi - Gianna Nannini]
Le Olimpiadi cinesi.
Mi turbano un po'.
da L'Espresso - Mondo - Cina - Il Governo e i giochi olimpici
OLIMPIADI SENZA VOCE di Federica Bianchi
"Giornalisti stranieri presi a sassate da uomini pagati dai governi locali. Altri giornalisti stranieri minacciati di morte per aver indagato su una prigione. Reporter cinesi arrestati e torturati, senza nessuna minaccia preventiva, "per avere diffuso segreti di Stato". Sostenitori dei diritti umani gettati in ospedali psichiatrici. avvocti di decine di attivisti inviati nei campi di lavoro forzato per avere difeso i loro clienti. Migliaia di contadini venuti a Pechino per chiedere giustizia dopo essere stati usurpati della loro terra pestati, brutalizzati e cacciati dalla polizia. Quasi 3 mila siti Internet oscurati. Così Pechino si sta preparando alle sue Olimpiadi."