Gli anni del liceo
I migliori
Vivevo solo per i tuoi occhi
E non vedevo i miei
Bastava così poco per essere felici
Illusione
["Gli anni d’oro del grande Real
gli anni di Happy days e di Ralph Malph
gli anni delle immense compagnie
gli anni in motorino sempre in due
gli anni di che belli erano i film
gli anni dei Roy Rogers come jeans
gli anni di qualsiasi cosa fai
gli anni del tranquillo siam qui noi
siamo qui noi"
*dedicata all'unico che può apprezzarla: Forlivese]
Ieri ho ricevuto questa mail:
"Mi fa piacere comunicarti che la redazione di di ibis ha selezionato il tuo blog per il concorso ibis 2007.
collegati al link http://ibisaward.splinder.com/
per tutte le informazioni a riguardo.
la partecipazione al concorso è completamente gratuita".
Che ne pensate?
"Che ne pensiamo? Possiamo brindare prima di decidere?"
"E' comunque un gioco. Meglio giocare tra di noi... altrimenti le stanze vuote che si aprono nei corridoi diventano infinite e rischiamo di perderci o di sentire troppo freddo."
Nessuna donna farebbe un matrimonio d'interesse: prima di sposare un miliardario, se ne innamora!
Cesare Pavese
*liberamente tratto da "Uomini e Donne" (dedicato a mT)
Non porto mai soldi in spiaggia. Non perchè temo che me li rubino.
Anzi, ho una fiducia incondizionata nel prossimo per queste cose.
E' solo perchè ogni 3 minuti passa un "Vu Cumprà". Così almeno mi sento la coscienza a posto quando rispondo che non ho soldi con me.
Del resto, non posso sempre far finta di dormire ogni qualvolta mi si avvicinano. E sono davvero tanti.
Ieri, sono scesa al mare nel pomeriggio.
Acqua verdesmeraldo, niente onde, temperatura perfetta.
Ero al cellulare, quando si avvicina un bel ragazzo con un fascio di teli da mare sulle spalle, di tutti i colori. Ed una enorme busta a mano.
Arriva da noi, si siede e si accende una sigaretta.
E' appena più scuro dei ragazzi siciliani, vestito griffato dalla testa ai piedi (fintamente griffato), e nel complesso davvero gradevole.
Ci offre i teli e, alla mia prevedibile risposta che non avevo soldi, comincia una lunga discussione, dimostrando di avere piena padronanza della lingua italiana, con qualche leggera inflessione francese.
"Qui in Sicilia si vive malissimo, peggio che in Somalia, anche se siete molto ospitali."
Ed io "Perchè, vieni dalla Somalia?"
"Perchè, ti pare che vengo dalla Somalia io? Mi hai guardato bene?"
Ci racconta che viene dal Marocco, che sta in Italia da 4 anni, che lavora a Bergamo, come imbianchino, e che si sta facendo le ferie, ma gli occorrono soldi, così fa questi lavoretti sulla spiaggia.
Continua a lamentarsi di quant'è cara la Sicilia e del fatto che qui circolano pochi soldi, con un atteggiamento davvero arrogante e spavaldo.
E per concludere dice: "Lo sai che a Bergamo davvero non Vi possono vedere?" "Non so perchè, ma odiano i Siciliani".
"E domani portate i soldi".
*dedicato a mezzanottecirca
Non posso sostenere che gli uomini siano idioti.
Posso, però, seriamente argomentare la tesi che usino l'intelligenza con meno abilità delle donne.
So bene chi c'è dall'altro lato del filo quando squilla così tanto.
Un mio vecchio amico "virtuale".
"Stai bene? Temevo non mi volessi più bene. Non mi volessi più sentire".
Strascica le parole ultimamente... ed io capisco che ha bevuto ed odio parlargli al telefono quando ha bevuto.
"Ma no, Andrea, è solo un periodaccio". E lui con una tenerezza che mi spacca il cuore "Mi sento uno schifo a chiamarti e a disturbarti... perchè a me va tutto bene invece".
Discutiamo di cose assurde, di quanto vada bene la sua vita. Di quanto è stato sempre fortunato.
Provo a raccomandargli di prendersi cura di se stesso, provo ad insistere, con la consapevolezza che le mie parole cadono nel nulla.
E per me la stessa discussione è un peso. E mi fa male. E mi crea terribili sensi di colpa.
Mi sono chiesta spesso in questi giorni se un'amicizia reale avrebbe condotto agli stessi risultati.
Non so.
So che oggi si vive meglio il virtuale rispetto al reale, perchè la virtualità consente di rendere tutto molto più bello, interessante, intrigante.
Ma quando manca la forza o la lucidità per procedere alla "simulazione", tutto diventa molto più difficile che nel reale. E poche cose sopravvivono.
Nonostante ciò, prediligiamo il "virtuale" anche nel reale.
Non abbiamo la forza sufficiente per sopportare l'idea di un sentimento reale e di viverlo.
Nemmeno l'amore.
ti parlo però senza fiato
mi perdo nel tuo sguardo colossale,
la stella polare sei tu
mi sfiori e ridi no, cosi non vale
non parlo e se non parlo poi sto male
quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai
e non lo sai perchè non te l'ho detto mai
anche se resto in silenzio, tu lo capisci da te
quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai
non l'ho mai detto e non te lo dirò mai
nell'amor le parole non contano conta la musica.
Se tu mi avessi chiesto: "Che si fa?"
se tu mi avessi chiesto dove andiamo
t'avrei risposto dove il vento va
le nuvole fanno un ricamo
mi piove sulla testa un temporale
il cielo nascosto sei tu ma poi svanisce in mezzo alle parole
per questo io non parlo e poi sto male
quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai
e non lo sai perchè non te l'ho detto mai
anche se resto in silenzio, tu lo capisci da te
quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai
non l'ho mai detto e non te lo dirò mai
nell'amor le parole non contano conta la musica.
[Quanto t’ho amato - Benigni, Cerami, Piovani]
Caffè bollente e sigaretta. L’unica della giornata.
Mani nervose, agili e curate.
Note che scorrono a cascata e invadono ogni angolo della casa. Vienna Teng – My Medea
Il venticello che arriva dalla terrazza, ancora risparmiata dal sole, rinfresca i miei pensieri.
“Mi nutro di passioni, conoscenze e sensazioni che gli altri mi danno o che catturo dagli altri.
Senza dubbio tu sei una di quelle persone che generano atmosfere creative.”