giovedì, 28 giugno 2007

Cocci di vetro

 


 

Ho sempre ritenuto che per me

scrivere nel mondo virtuale

sia come correre bendata

a piedi nudi su cocci di vetro

contro pareti di cemento armato.

Ogni istante ho conferma di ciò.

Ma ogni istante vorrei essere smentita.

E a volte capita.

Le intersezioni sincroniche creano

una piccola breccia nelle pareti.

Solo per consentire il passaggio.

Ma grazie alla benda

si ha l'impressione di correre in spazi infiniti.

E, contando sulle bende degli altri,

saltano i pudori e

mettiamo a nudo la nostra anima.

Magari in forma amplificata.

Ma è la nostra anima, quella sfrattata dalla realtà...

 

 

 


 

postato da: RedPasion alle ore 23:19 | link | commenti (69)
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domenica, 24 giugno 2007

Musica E' ...

 


Oggi scrivo su un blog perché tre anni fa fui costretta da un’influenza a casa per alcune settimane.

Così la mattina spulciavo le prime pagine dei giornali su internet, finchè non m’infilai nella sezione blog.

Per me un blog valeva l’altro, anche perché si leggevano insulti e litigi più o meno in tutti.

Scelsi il blog X che trattava di Musica, perché era l’unico di cui non capivo i litigi.

E se non capivo i litigi – mi dissi - 1. i litiganti dovevano essere molto intelligenti (e, quindi, supponevo – sensibili); 2. non potevano esserci gravi motivi alla base di quelle dispute.

Del resto, ho sempre pensato che la musica non può dividere.

Contavo soprattutto su quest’ultima idea quando approdai sul blog X con la stessa ingenuità della vispa teresa e con molta più ignoranza musicale. 

 

All’epoca i bloggers del blog X erano molto vivi e vivaci.

Oggi sono fantasmi riciclati.

 

L’unica cosa che capii in quei giorni era l’argomento: mi sembrava musica, ma doveva trattarsi di una musica strana, perché in nome di essa si insultava, si affrontavano diatribe noiosissime, si dibatteva volgarmente e violentemente.

 

Da “ignorante” musicale mi feci spazio con le stesse armi, facendomi, però, molto male.

 

Ho incontrato la peggiore forma di razzismo virtuale e intellettuale, i peggiori pregiudizi e le peggiori vigliaccherie.

 

Al confronto i blog in cui ogni tanto oggi litigo sono delle accoglientissime suite, se non fosse che in questi ultimi a volte vengono messi in discussione non i miei diritti, ma quelli dell’umanità intera.

 

Là invece si parlava solo di musica. Almeno apparentemente.

 

Il blogmaster in quegli anni è stato magnifico. In particolare con me.

Mi esortava sempre a resistere.

 

E quelle aspre polemiche mi sono servite anche nella vita. Ho sviluppato ulteriormente le mie capacità argomentative e la mia forza dinnanzi ad interlocutori ottusi è divenuta inesauribile.

 

Rimaneva, però, il fatto che reputavo inconciliabile con la musica tutto ciò che accadeva lì.

 

La musica per me è come la natura.

Può essere generosa, affascinante, intrigante, elegante, selvaggia, infinita.

La senti nel cuore, nella testa, nelle vene, nel corpo.

Se dovessimo attribuirle un sesso, la musica non potrebbe che essere FEMMINA.

Oggi so che nel blog X la musica ha perso proprio questa sua peculiarità.

Non è più FEMMINA.

                                                                                    

(*ringrazio D.S. per avermi ricordato ciò che sono stata e che in parte sono tuttora)

 



postato da: RedPasion alle ore 22:23 | link | commenti (37)
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martedì, 19 giugno 2007

Donne

 

Ho messo Cohen che mi ha donato il Sire. E ho cominciato a scrivere. Di me e delle Donne.

 

Siamo talmente semplici che a volte sconfiniamo nel banale, se non addirittura nel ridicolo, ma così complesse che facciamo paura.

 

Oggi facciamo paura.

 

Un tizio mi dice “Mi piace parlare con te, la tua mente mi illumina e mi apre scenari diversi sull’universo femminile”. Io, gelidamente, replico: “Stai parlando con me adesso, e, in questo momento, devi provare a capire ME -ammettendo tu ci riesca- non l’universo femminile”.

Ci siamo offesi entrambi. Io per la sua affermazione che mi “classificava” e in un certo senso mi “strumentalizzava”, lui per la mia risposta stizzita.

 

Ma cosa mi aveva offeso: essere identificata “donna” e, quindi, appartenente al genere femminile?

Possiamo essere refrattarie a tal punto rispetto a qualsiasi identificazione di gruppo?

O forse dobbiamo per forza essere sempre al centro dell’universo del nostro interlocutore?

 

L’uomo, rispetto a noi, ha uno spirito più cameratesco e poi… se ne frega se lo usi per conoscere l’universo maschile o te stessa.

Basta che lo usi.

 

Ci sono oramai due categorie di uomini in giro: quelli che vogliono stare con te, ma fingono di volerlo fare passando per la tua mente (e sono la maggioranza), e quelli che oramai hanno compreso che questa strada non è percorribile.

 

La prima categoria: tante cene, tante lusinghe più o meno velate, tanti confronti intellettuali, … effetto soporifero assicurato. Meglio che dopo aver preso un sedativo.

Nei confronti mentali puri l’uomo non ha speranza.

 

E, poi, continuano le lusinghe anche al cellulare con gli sms.

 

Oramai nessun uomo, che sia il più ricco uomo d’affari o l’operaio, si sottrae al fascino di un sms alle due di notte per dire alla donna con cui è uscito che avrebbe voluto continuare la serata con lei.

 

E se, per caso, replichi solo “buonanotte” (ma per ragioni di cortesia, non volendo farlo sentire uno straccetto alle due di notte), magari il giorno dopo ti dice…”So per certo che non vuoi ammetterlo con te stessa, ma anche tu avresti voluto rimanere con me stanotte

 

A quel punto ti svegli un po’ e pensi che se fossi violenta e avessi una pistola a portata di mano, lo avresti gambizzato.

 

OGGI non esistono cose che le donne non possono ammettere con se stesse.

 

La seconda tipologia di uomini, molto più divertente e schietta:

Mentre tu dissertavi delle insidie sottili che nasconde l’ultima sentenza della Corte Costituzionale, io pensavo solo che volevo sc-----i”.

Quest’uomo almeno riesce a farti sorridere. Di gusto.

 

Di certo, non si concluderà con nessuna delle due categorie. Ma con la seconda ti diverti di più.

 

E, poi, tutte le cose che riusciamo a proiettare sugli uomini credendoli o volendoli migliori… sono incredibili.

Ieri un caro amico mi ha fatto ascoltare un cd. Mi ha detto “è carino, vorrei lo ascoltassi”.

Io, dopo averlo ascoltato, ero confusa, commossa, quasi smarrita, certamente molto preoccupata.

Le parole dei brani erano così intense, così importanti… E, quindi, divorata dai dubbi e dall’ansia, dopo aver pensato mille cose, non ho resistito…l’ho chiamato…e gli ho detto…scusami…il cd era “dedicato” a me o dovevo solo “ascoltarlo”? e lui…”veramente non ho ancora sentito le parole, ma mi sembrava troppo carino ed ho pensato che era bello fartelo ascoltare”.

 

Ora dico io… come fai ad ascoltare un cd e a non sentire le parole?

 

Non abbiamo ancora capito che l’uomo quanto a fantasia, emotività, capacità introspettive… rasenta praticamente lo zero.

 

Il cervello dell’uomo, se dovessimo rappresentarlo graficamente, non potrebbe che avere forma quadrata. Il quadrato è il poligono più semplice, matematicamente il più lineare e comprensibile.

 

Ciò non significa che gli uomini siano meno intelligenti delle donne. No.

Anzi.

 

Il fatto è che hanno aprioristicamente deciso di impiegare le energie intellettuali in cose che escludano la fantasia (tranne forse che in ambito sessuale), i ragionamenti complicati e inutili, l’emotività irrazionale.

 

A volte proviamo a dare una mano a questi uomini…ma nel momento stesso in cui lo facciamo, la consapevolezza della loro debolezza ce li rende istantaneamente bambini e figli. Non più amanti.

 

Se fossi uomo e guardassi una donna… in quest’istante… ne avrei paura.

 

Vi assicuro, però, che tutto è molto semplice.

 

 (*è uno dei topic più seri che abbia mai scritto. vorrei, se possibile, che si rimanesse in tema, senza troppe volgarità)

 



postato da: RedPasion alle ore 22:14 | link | commenti (115)
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lunedì, 18 giugno 2007

Illusioni


Gli uomini hanno bisogno di illusioni per dare un senso alla vita, per giustificare ogni azione, positiva o negativa, per poter credere di essere in pace con se stessi.

Politica o Religione.

O, al limite, Amore.

Amore...stasera per l'Amore...butta...Antonacci...

(che nel disprezzo metterà d'accordo finalmente i blog di destra, di sinistra e di centro, e soprattutto il bloggone. Ma a me piace. E pure molto. E conta solo questo.) 

Che questa mia canzone…. arrivi a te... 
ti porterà dove niente e nessuno l'ascolterà
la canterò con poca voce… sussurandotela
e arriverà prima che tu……addormenterai….
...
Sognami se nevica
Sognami sono nuvola
Sono vento e nostalgia
Sono dove vai…..
....
Sono il tempo che consola
Sono dove vai…..

Rèves de moi amour perdu
Rèves moi, s’il neigera
Je suis vent et nostalgie
Je suis où tu vas

Sognami mancato amore
La mia casa è insieme a te
Sono l’ombra che farai
Sognami da li……….

Il mio cuore è li….


postato da: RedPasion alle ore 20:59 | link | commenti (60)
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sabato, 16 giugno 2007

Vertigine


Amava correre scalza sui prati
 
nelle giornate di vento
 
lassù fino in cima
 
e correva solo per il gusto di sentire l'erba sotto i piedi
e il vento che le accarezzava le gote
 
e si infilava prepotentemente nei suoi capelli
e le picchiava gli occhi
offuscandole la vista
 
e correva
correva
correva...
 
finchè all'improvviso si accorgeva di essere arrivata
sull'orlo di un precipizio
 
allora come per miracolo lo stesso vento la tratteneva bruscamente
per i capelli
mentre lei guardava il precipizio
attratta
irresistibilmente dal vuoto.

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mercoledì, 13 giugno 2007

La luna

 

"La Signorina" mi ha fatto pensare al mio più grande amore, sopravvissuto alla Juventus, più attraente della frutta, del mare, dei gioielli, dei motori, delle macchine, di Pirandello, di Battiato e, persino, degli uomini: La Luna.

Sono innamorata della Luna. E anche Lei mi ama, mi attrae, mi plasma, mi illumina, mi incanta, mi ispira.

L'altra sera mentre la scrutavo, come spesso faccio, ho chiesto a mia sorella: "Ma si può essere innamorati della luna?"

E lei, dopo aver guardato me e, seguendo i miei occhi, la luna: "Sì, sì, certo che si può. Se non hai nient'altro da fare, sì".



postato da: RedPasion alle ore 17:12 | link | commenti (44)
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lunedì, 11 giugno 2007

Tigri

 

Oggi pomeriggio finalmente ho avuto l'incontro di lavoro che attendevo da tanto.

Con quello delle tigri.

Cioè, il mio interlocutore non è domatore.

E' solo un uomo che si occupa di finanza. Uno di quelli sui quali si potrebbe leggere un articolo sul sole24ore. 

Solo che ha il vezzo di chiamarmi - almeno lui sostiene - mentre guarda le tigri mangiare.

Ho provato a dirgli che la cosa mi turba. Ma lui si è messo a ridere.

Ha risposto che il nostro lavoro insieme non sarà certamente compromesso da questa pseudo-immagine che lui mi ha trasmesso. Anzi.

Il tono con cui ha detto "anzi" mi ha procurato una lieve fitta.

Non ho pensato ad altro per tutta la durata della riunione.

(Vorrei chiedere scusa per il tono "leggero" del topic. Di contro, garantisco che la realtà di questo episodio e dei soggetti interessati è più "favolistica" di quel che io stessa abbia saputo raccontare, anche perchè ho dovuto tralasciare dettagli che avrebbero potuto condurre ad indentificare l'interlocutore)

 

 



postato da: RedPasion alle ore 21:54 | link | commenti (120)
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sabato, 09 giugno 2007

Ho voglia di.

 


 

 

Ho voglia di chiudere

e non cerco nessuno che mi dissuada.

Voglio chiudere e basta o trovare una motivazione

che mi faccia desiderare di andare avanti.

La motivazione non credo possiate fornirmela Voi.

Tutto quello che cerchiamo, almeno come idea, alla nostra età, è dentro di noi. Solo dopo che lo individuiamo, possiamo provare a prenderlo dall'esterno o a costruirlo con l'aiuto degli altri.

Io non ho mai cercato un palcoscenico anche perchè

nella vita spesso sono costretta al palcoscenico.

Di conseguenza, mettermi in mostra o atteggiarmi o essere me stessa

"pur recitando"

fa parte di me.

E allora mi sono chiesta cosa cerco qui.

Scartati gli applausi, mi resta il confronto sugli argomenti che mi stanno più a cuore, sulle mie e altrui debolezze, sui banali temi esistenziali, magari sul nulla.

Oppure il sangue, la battaglia, lo scontro.

Propenderei, considerata la mia indole fortemente polemica, per la seconda opzione.

Ma mi mancano le forze.

Non so cosa sia accaduto.

Forse alcuni bloggers mi hanno deluso.

O forse ho deluso me stessa puntando su un'atmosfera ovattata, quella che mi appartiene di più nel reale, tra l'altro.

Quella dei tailleur rigorosi, dei capelli tirati, dei foulard di seta, del rigido formalismo.

Non lo so.

Sono certa di una sola cosa: sono un animale istintivo, rationale ed economico.

E troppo sensibile.



postato da: RedPasion alle ore 21:00 | link | commenti (38)
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venerdì, 08 giugno 2007

A muso duro

Pierangelo Bertoli

F.Urzino - P.A.Bertoli

(1979)

E adesso che farò, non so che dire
e ho freddo come quando stavo solo
ho sempre scritto i versi con la penna
non ordini precisi di lavoro.
Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani
e quelli che rubavano un salario
i falsi che si fanno una carriera
con certe prestazioni fuori orario
Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
Ho speso quattro secoli di vita
e ho fatto mille viaggi nei deserti
perché volevo dire ciò che penso
volevo andare avanti ad occhi aperti
adesso dovrei fare le canzoni
con i dosaggi esatti degli esperti
magari poi vestirmi come un fesso
per fare il deficiente nei concerti.
Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
Non so se sono stato mai poeta
e non mi importa niente di saperlo
riempirò i bicchieri del mio vino
non so com'è però vi invito a berlo
e le masturbazioni celebrali
le lascio a chi è maturo al punto giusto
le mie canzoni voglio raccontarle
a chi sa masturbarsi per il gusto.
Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
E non so se avrò gli amici a farmi il coro
o se avrò soltanto volti sconosciuti
canterò le mie canzoni a tutti loro
e alla fine della strada
potrò dire che i miei giorni li ho vissuti.



postato da: RedPasion alle ore 13:27 | link | commenti (6)
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martedì, 05 giugno 2007

Uomini e Donne


Ancora da Coelho o da Platone (fate Voi...)

"Secondo Platone, all'inizio della creazione, gli uomini e le donne non erano come oggi. Esisteva un essere unico, piuttosto basso, con un corpo e un collo; la sua testa presentava due facce, ciascuna delle quali guardava in una direzione. Era come se fossero due creature unite per le spalle, con due sessi diversi, quattro gambe, quattro braccia..."

Ma Zeus, invidioso della forza, con un fulmine tagliò quell'essere in due, creando l'uomo e la donna.... così "coloro che abitavano la terra adesso dovevano andare alla ricerca della parte perduta, riabbracciarla e, in quella stretta, recuperare l'antica forza, la capacità di evitare il tradimento, la resistenza per percorrere lunghe distanze e sopportare i lavori faticosi.

E noi definiamo "Sessuale" quell'abbraccio in cui i due corpi si fondono di nuovo."


postato da: RedPasion alle ore 20:50 | link | commenti (8)
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