Giulia camminava verso casa lungo la strada alberata, la sua strada, quella di sempre.
Ogni tanto alzava lo sguardo fino al cielo, ma gli alberi, i cui rami in alto si congiungevano, non le consentivano di guardare liberamente.
La sensazione era, comunque, piacevole e così lei si fermava, roteava il capo per godere pienamente dell’aria settembrina e dei giochi di luce tra i rami; poi riprendeva a camminare, immersa nei suoi pensieri.
Era appena iniziato l’autunno, eppure la strada era tutta coperta di foglie. Alcune già secche scricchiolavano sotto i suoi tacchi, facendole compagnia.
Anche la natura con i suoi ritmi sembrava ricordarle che doveva decidersi al più presto.
Come fare.
Guardando al passato non riusciva a scorgere un solo momento in cui era stata capace di prendere delle decisioni da sola o pensando solo a se stessa.
Anche quando era stata lei a decidere, lo aveva fatto considerando quello che gli altri avrebbero fatto al suo posto o si sarebbero aspettati da lei.
Era triste.
Tutto ciò le sembrava talmente assurdo che a volte pensava fosse un imbroglio, un’illusione in cui si cacciava ogni qualvolta occorreva decidere, per impedirsi di farlo, insomma per giustificarsi.
Ma anche questo poteva essere un imbroglio.
Si passa da qui per prendere il Tè.
Scambiare quattro chiacchiere sulla vita.
Ed anche se non dovesse passare nessuno, io prenderò sempre il mio tè.
Del resto, nessuno sa.
Adoro prendere il Tè all'ora del tè.
Ma anche a qualsiasi altra ora.
E' un ansiolitico rassicurante.