Festa del Patrono - e che Patrono - un Patrono che esce dalla Chiesa correndo e fa tutta la processione correndo un Patrono in scarpe da tennis virtuali e che vola quasi sulle scarpe da tennis reali di chi lo porta in spalla che fa miracoli di corsa che soccorre tutti ed è nel cuore di tutti e non c’è un volto dei fedeli - spesso infedeli anche con Dio – risparmiato dalle lacrime quando in mezzo ad un frastuono assordante di mortaretti si affaccia dalla porta della Chiesa
Stavolta no non voglio andarci non posso non cercate di convincermi non posso – vorrei essere di legno come la statua – ed invece lì ad ingoiar lacrime - dietro gli occhiali da sole finché si avvicina un tizio per salutarmi e devo toglierli e lui comincia a guardarmi proprio negli occhi
L’infanzia i giorni lontani dell’adolescenza le spighe di grano alte ed io che mi perdevo dentro – le castagne i ricci i ciclamini la vendemmia gli amori platonici consumati nell’arco di una processione gli sguardi rubati nei giorni di vacanza la smania di essere elegantissima in quelle rare occasioni nel vecchio paese dei nonni e degli zii i mille odori di casa di chi non c’è più case tutte vuote cuori tutti svuotati e disintegrati solo la testa piena di mille immagini tutte che riaffiorano con il volto del Santo tante feste che si rincorrono nei ricordi con lo stesso rituale - un tempo quasi detestato oggi così prezioso - sempre lo stesso menù preparato con tanto amore “per soddisfare i miei desideri” - le stesse campane a festa - gli stessi fuochi d’artificio
Abissi di dolore
Nel cuore fitte così strette che non puoi parlare che sai di essere nel posto più sbagliato del mondo per quanto così giusto
Gli occhi da verdi sono diventati rossi e il tizio è lì a guardarmi sorpreso o incantato... chissà…
"Sto rileggendo 'l'addio a Molly' (*) e ti sento nel mio cuore e nei miei pensieri, più di sempre"
"Scusa, L., ma è un addio..."
"Sì, ma è un addio pieno d'amore"
( in Viaggio al termine della notte - Louis-Ferdinand Céline)
Tempo fa, rispondendo d'istinto ad un questionario, ho dichiarato che non racconto bugie, perchè le bugie comportano impiego di energie che al momento non credo di possedere.
Anche se per ragioni di lavoro sono spesso costretta a colorare la realtà, per "adattarla" al diritto.
Non mentire, però, non significa manifestare chiaramente ogni pensiero.
E buona parte delle nostre azioni (le migliori e le peggiori) sono mosse proprio dalla parte di noi non esternata.
"Tutto quello che è interessante accade nell'ombra davvero.
Non si sa nulla della vera storia degli uomini.”
(Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte )
Rompiamo l'incantesimo...
Magari con qualche sogno di scarsa consistenza...
[http://www.sergiorossi.com/]
Per camminare
sul tuo cuore
Servono i tacchi
A piedi nudi
Mi farei male
[C]
Ragnatele intricate
di parole
Invisibili fili
di Tussah
Proteggono
Pensieri
Inespressi
Sottraendoli
alle forbici
Del tempo
e alle lame
Di lingue
Biforcute
[La poesia è fuoco, sacro e inesorabile, come la lava dell'Etna. Le mie parole sono solo fiammelle di cerini, spesso "svintati".]
[C]
Invito al viaggio |
(Sgalambro-Battiato)
Ti invito al viaggio
in quel paese che ti somiglia tanto.
I soli languidi dei suoi cieli annebbiati
hanno per il mio spirito l'incanto
dei tuoi occhi quando brillano offuscati.
Laggiù tutto é ordine e bellezza,
calma e voluttà.
Il mondo s'addormenta in una calda luce
di giacinto e d'oro.
Dormono pigramente i vascelli vagabondi
arrivati da ogni confine
per soddisfare i tuoi desideri.
Le matin j'écoutais
les sons du jardin
la langage des parfums
des fleurs.
"Laggiù, soltanto ordine e bellezza,
lusso, calma e voluttà."
[Charles Baudelaire da I fiori del male Invito al viaggio]
E' l'unico viaggio che meriti attenzione.
Il nuovo esecutivo
"Nel quarto governo Berlusconi della storia della Repubblica ci sono 21 ministri, 12 di spesa e 9 senza portafoglio.
Sono quattro le donne responsabili di un dicastero, 13 le 'new entry'.
Quattro sono i ministri della Lega: Roberto Maroni agli Interni, Luca Zaia alle Politiche Agricole, Umberto Bossi alle Riforme, Roberto Calderoli al ministero nuovo di zecca per la Semplificazione, un dicastero dedicato alla delegificazione.
Quattro anche i ministri di An: oltre a Ignazio La Russa alla Difesa e Altero Matteoli alle Infrastrutture, il braccio di ferro con Fi ha portato l'ingresso nella squadra di Governo di Andrea Ronchi, che si occupera' di Politiche Ue, e di Giorgia Meloni alle Politiche Giovanili.
A completare la squadra, la pattuglia 'azzurra': alla fine i due nodi di Giustizia e Welfare si sono sciolti a favore di Angelino Alfano e Maurizio Sacconi. Giulio Tremonti, come noto da tempo, tornera' ad essere responsabile dell'Economia, Franco Frattini degli Esteri, Claudio Scajola si occupera' di Sviluppo Economico, Elio Vito di Rapporti con il Parlamento, Raffaele Fitto di Rapporti con le Regioni, Renato Brunetta di Pubblica Amministrazione e innovazione.
Poi le tre donne di Forza Italia: Stefania Prestigiacomo all'Ambiente, Mara Carfagna alle Pari Opportunita', Maria Stella Gelmini all'Istruzione.
Siedera' in consiglio dei ministri anche il leader della Dc Gianfranco Rotondi che sara' responsabile dell'Attuazione del Programma.
Gianni Letta tornera' a ricoprire il ruolo di sottosegretario alla presidenza del consiglio mentre Paolo Bonaiuti sara' portavoce del Governo.
Nessuna poltrona di ministro per Michela Vittoria Brambilla che pero', come annunciato dallo stesso Berlusconi, sara' viceministro alla salute.
Il primo Consiglio dei ministri 'operativo' e' gia' fissato: come promesso in campagna elettorale da Silvio Berlusconi si terra' a Napoli il 16 maggio."
[http://www.rai.it/news/articolornews24/0,9219,4670339,00.html]
Ma quanta ombra dovrà fare la figura possente di Berlusconi per portare avanti con questi soggetti ciò che ha promesso, vale a dire "ricostruire l'Italia disintegrata dal governo passato"?
Come si fa, in questi giorni, a tacere sulla violenza
a far finta di non vedere
a pensare che tutto è a posto.
Anzi, che la cosa più grave sia e rimane il crescente costo della vita.
E' già un miracolo andare avanti, o no?
E allora... Che si distruggano tra di loro.
Ma tra di loro... chi?
Come si fa a parlare di violenza, senza mettersi in discussione,
senza partire da noi stessi.
Io, ad esempio, so di usare un atteggiamento virtuale, sia privato che pubblico, che può risultare violento verbalmente.
Sono consapevole di ciò ed ho sempre cercato di rassicurare i miei interlocutori, spiegando le origini delle mie iperboliche espressioni, dovute soprattutto ai limiti notevoli che avverto nella comunicazione virtuale, priva del supporto fisico.
Inoltre, la mia è una violenza "espressa", mai subdola o sottaciuta.
Mentre spesso sono stata ferita da atteggiamenti di "violenza silenziosa e nascosta", che, nel virtuale, fanno molto più male di quella manifesta.
In ogni caso, come vedete, mi sto giustificando.
E se avverto la necessità di giustificarmi, evidentemente non trovo il mio atteggiamento perfettamente conforme ai miei principi; solo che non lo trovo lesivo a tal punto da modificarlo, anzi spesso me ne servo proprio per salvaguardare i miei principi.
La violenza nel reale, però, merita molta più attenzione e preoccupazione.
I gesti violenti hanno effetti sostanziali nei confronti di chi li subisce e, se puniti, nei confronti di chi li compie.
E rovinano vite e famiglie.
La violenza è spesso frutto di debolezza, rabbia, frustrazione,
ma anche di onnipotenza, di mancanza di regole, o meglio di mancanza del senso di rispetto delle regole e di rispetto della vita altrui.
Non sempre il violento è un debole.
E non è possibile giustificare tutti i comportamenti aggressivi con delle esimenti psicologiche.
L'uomo non è buono.
L'uomo è tendenzialmente cattivo ed egoista.
I più "sani" sentimenti umani sono mossi da egoismo.
L'uomo dimentica questa verità solo per sentirsi meglio.
Io non credo nella bontà degli esseri umani.
Credo nella capacità di controllo degli esseri umani che, però, deve essere addestrata, coltivata, curata.
A partire dalla famiglia e dalla scuola, per finire nel nostro Parlamento e nelle aule giudiziarie.
Regole chiare e con pochi spazi per l'interpretazione, pene certe e, ove possibile, finalizzate ad una sostanziale rieducazione al vivere civile.
Per essere veri a volte, ma non sempre, occorre essere nudi.
Mi piacerebbe che in questo topic i bloggers, anche da anonimi, lasciassero un pensiero vero e sentito sulla (loro) vita, sull'amore, sulla morte, sulla felicità, sulle donne o sugli uomini, sulla politica, insomma su qualsiasi argomento, al limite anche su di me (magari per muovermi delle critiche che normalmente non avrebbero il coraggio di farmi).
Raccomando, come sempre, il rispetto della morale, delle leggi ed in particolare della privacy, e del mio (e altrui) sentimento religioso.
Ogni tanto è utile essere banali, anche su un blog, e sottolineare cose banali e apparentemente scontate.
Oggi niente pseudo-poesie, canzoni, riflessioni personali, diatribe sulla politica economica o di stampo secessionista.
Solo alcuni semplici principi contenuti nella nostra Costituzione.
Art. 1.
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione
Art. 4.
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Art. 36.
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.
La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.
**********
la disoccupazione
e - per quanto mi riguarda -
un'eccessiva sperequazione della ricchezza (per non parlare del carico fiscale)